Inquinamento e Covid: quale relazione?

La maggior parte delle conoscenze in nostro possesso sull’infezione del SARS-COV-2, derivano prevalentemente da studi e ricerche intorno alle dinamiche di trasmissione indoor.

Questo sia perché passiamo la maggior parte del tempo all’interno di luoghi chiusi, sia perché questi, rispetto all’ambiente aperto esterno, hanno caratteristiche che aumentano il rischio di contagio.

Ci sentiamo in dovere, in un periodo ricco di informazioni spesso ridondanti, dispersive e il più delle volte provenienti da fonti poco attendibili, di fare un punto della situazione sulla questione Covid-19 in relazione a tre tematiche essenziali: ambienti indoor, impianti di condizionamento e inquinamento dell’ambiente outdoor.

Abbiamo quindi preparato 3 focus ricchi di informazioni utili per approfondire verticalmente questi aspetti e assicurarti tutta la conoscenza necessaria a un’ottimale prevenzione.

Cosa sappiamo sulle dinamiche di contagio?

Il nuovo coronavirus si può trasmettere in maniera:

  • Diretta, per via aerea attraverso le goccioline respiratorie (droplets e/o bio-aerosol) diffuse nell’aria (es. tossendo, starnutendo, parlando ecc.) a distanza mediamente ravvicinata;
  • Indiretta, tramite il contatto delle mani con secrezioni nasofaringee e il successivo sfregamento di occhi, naso o bocca.

È necessario mantenere una distanza di almeno 1,5 metri per evitare di inalare goccioline respiratorie potenzialmente infette.

Le goccioline respiratorie

I patogeni si muovono in aria “a bordo” delle goccioline respiratorie, ovvero il droplets.

Sappiamo oramai che non tutte le goccioline hanno però la stessa potenzialità di veicolare i patogeni, compreso il SARS-COV-2:

Le piccole particelle hanno una carica infettante potenzialmente più bassa, mentre le goccioline più grandi hanno una carica infettante sempre maggiore.

Se ne deduce, quindi, che per quanto le piccole goccioline permangono maggiormente in aria, mostrano una pericolosità relativamente più bassa rispetto a quelle che invece precipitano e quindi troviamo sulle superfici circostanti.

Possiamo sintetizzare quindi che la trasmissione diretta avviene prevalentemente mediante small e medium droplet, mentre quella indiretta (sulle superfici) avviene per sedimentazione del large droplet.

Per approfondimenti: Trasmissione Patogeni Aria Indoor Problema Covid

PRIMO FOCUS: Gli ambienti indoor

Sappiamo che le migliori strategie per abbassare il rischio di contagio sono 4:

  • Aumento e mantenimento dei ricambi orari (per smaltire le particelle potenzialmente infette), tramite finestre e/o impianti HVAC;
  • Riduzione del tempo di permanenza negli ambienti indoor;
  • Utilizzo della mascherina facciale filtrante;
  • Mantenimento della distanza interpersonale;
  • Riduzione del numero di persone in ambiente.

I due fattori che maggiormente fanno la differenza in ambiente indoor sono il tempo di esposizione e il ricambio dell’aria.

Per approfondimenti: Coronavirus e Ricambi d’Aria

SECONDO FOCUS: Che ruolo hanno gli impianti di condizionamento?

Quanto all’incidenza degli impianti di climatizzazione sulla diffusione del virus, va specificato innanzitutto che:

  • Gli impianti a tutt’aria esterna: se la presa di aria esterna è situata in posti consoni (ben in alto e dove non c’è presenza di affollamenti), i canali aeraulici non sono in grado di introdurre in un ambiente chiuso un virus presente all’esterno;
  • Gli impianti con ricircolo: rappresentano un problema rilevante perché riciclano l’aria degli ambienti e la rimettono in ricircolo, favorendo la dispersione di eventuali patogeni in altri ambienti.

È necessario provvedere a quanto di seguito dettagliato:

  • Garantire un adeguato e periodico ricambio dell’aria aprendo finestre e balconi;
  • Tenere gli impianti di ventilazione meccanica controllata (VMC), che consentono il rinnovo di aria con l’esterno, sempre attivi (24 ore su 24, 7 giorni su 7) e alla velocità nominale o massima consentita (tranne che nelle ore notturne);
  • Eliminare ogni funzione di ricircolo dell’aria per evitare il trasporto di patogeni nell’aria da una zona all’altra;
  • Tenere sotto controllo tutti i parametri del microclima (LINK) (ovvero temperatura, umidità e concentrazione di CO2);
  • Pulire e sanificare regolarmente i filtri degli impianti.

Impianti a tutt’aria esterna

Se dovessimo individuare un problema di contagio legato agli impianti di condizionamento a tutt’aria esterna, ovvero senza ricircolo/recupero di aria, dobbiamo considerare che la corrente di aria generata dall’impianto possa aumentare il tragitto e il viaggio di particelle potenzialmente contagiose presenti in ambiente (caso di trasmissione occorso in un ristorante a Guangzhou, già nota come Canton)

Impianti con ricircolo/recupero di aria

Gli impianti aeraulici con recupero/ricircolo di aria rappresentano, invece, un reale rischio e devono essere sottoposti ad interventi di bonifica e sanificazione. Le griglie di ripresa, infatti, pescando dall’ambiente indoor inquinato, contaminano l’impianto stesso che a sua volta dissemina gli inquinanti in altre zone dello stabile servito dallo stesso impianto. Questo punto è molto importante perché, nonostante si definisca precisamente il flusso delle persone all’interno di uno stabile al fine di contenere il contatto e l’affollamento, il ricircolo dell’aria potrebbe favorire il contagio per via aerea in luoghi in cui non sarebbe portato dallo spostamento delle persone da un luogo all’altro.

Per approfondimenti:

TERZO FOCUS: Inquinamento negli ambienti Outdoor

Negli ambienti aperti il rischio di contagio è decisamente minore, in alcuni casi trascurabile, visto che le eventuali particelle contaminate si diluiscono in aria e si smaltiscono velocemente ed efficacemente.

Le precauzioni che ben conosciamo (distanziamento sociale e mascherina) devono essere assolute in caso di assembramenti, mentre la frequente sanificazione delle mani protegge da possibili contagi per contatto di superfici infette.

Ma cosa dire dell’inquinamento atmosferico di cui si sente spesso parlare?

Il particolato atmosferico trasporta il coronavirus?

Alcuni studi hanno dimostrato l’esistenza di una correlazione (statisticamente significativa), fra picchi di particolato atmosferico (PM2.5-PM10) e picchi di contagi da Covid-19 (andamento epidemiologico).

Questo ha fatto pensare immediatamente che anche il particolato atmosferico fosse in grado di trasportare il virus. In realtà, recenti evidenze scientifiche sembrano smentire ciò; la correlazione picchi di particolato-casi da Covid-19 esiste ma non perché il virus è veicolato dal PM.

Sembrerebbe, piuttosto, che l’aumento dei casi da covid-19 non sia dovuto al particolato atmosferico come veicolo di carica virale, bensì alle problematiche respiratorie che l’aumento del particolato andrebbe a peggiorare nelle persone.

Un ruolo importante sembrerebbe rivestirlo la proteina ACE2, prodotta per difendersi dalle elevate polveri atmosferiche. Si legge che gli individui permanentemente esposti a livelli medi o alti di PM2.5 sviluppano, per una alta espressione di ACE2, una sorta di automatica protezione contro l’infiammazione polmonare prodotta da PM2.5 per la micidiale composizione chimica di questa miscela di microinquinanti.

Questa attività di auto-protezione però è controproducente nel caso del Covid-19, il cui Virus utilizza proprio l’ACE2 come recettore della internalizzazione cellulare.

Dunque, ACE2 è la ‘serratura’ attraverso la quale il Covid ‘inganna’ la cellula umana, penetra al suo interno, la infetta e, conseguentemente, innesca tutto il processo patologico che caratterizza il quadro clinico.

Per approfondimenti

Conclusioni

Abbiamo approfondito 3 Focus essenziali sulla diffusione del Coronavirus: Ambiente Indoor, Impianti di condizionamento e Inquinamento Outdoor.

Diventa importante a questo punto sottolineare il ruolo dell’uomo nella prevenzione efficace (in attesa che il piano vaccinazioni sia esteso su larga scala).

Infatti, se poco o nulla possiamo fare per influenzare l’inquinamento ambientale, una problematica nota da tempo, le uniche aree su cui possiamo agire sono quelle legate agli ambienti indoor e agli impianti di condizionamento.

Sui primi è fondamentale mantenere alta l’igienizzazione degli spazi e le regole comportamentali degli abitanti, sugli impianti di condizionamento è invece vitale una campagna di monitoraggio e prevenzione che mantenga sotto controllo la qualità dell’aria immessa in circolo.

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