batteri e patogeni

Batteri e Patogeni nell’aria: strategie di prevenzione

Batteri e patogeni di varia natura presenti nell’aria indoor costituiscono un fattore di rischio biologico che può avere gravi conseguenze per la salute umana.

Le implicazioni sanitarie della presenza di batteri e di altri contaminanti biologici in ambienti confinati di lavoro sono purtroppo note.

Una cattiva qualità dell’aria indoor (IAQ) può essere, infatti, la causa di diverse patologie, associate comunemente all’inquinamento indoor, come la sindrome dell’edificio malato.

La prevenzione della trasmissione di patogeni nell’aria ha indubbiamente avuto maggiore risalto negli ultimi tempi, in virtù della situazione di emergenza da Covid 19 che il mondo sta vivendo.

Tuttavia, si tratta di un aspetto connesso alla qualità dell’aria degli ambienti interni a cui si è data sempre una certa importanza.

In questo articolo, dunque, ci focalizzeremo quindi sull’importanza di garantire benessere e qualità dell’aria negli ambienti indoor. Ma anche sulle strategie di prevenzione ed i protocolli di pulizia e sanificazione necessari a contenere e ridurre la potenziale esposizione ad agenti patogeni.

Benessere e qualità dell’aria, perché sono importanti?

La qualità dell’aria indoor è una tematica molto complessa che negli ultimi anni ha trovato largo spazio nel dibattito sulla salute.

Nei paesi industrializzati e nelle aree ad alta concentrazione urbana, la popolazione trascorre gran parte del proprio tempo in ambienti di vita e di lavoro chiusi (indoor), come uffici pubblici e privati, strutture comunitarie, ricreative e sociali, mezzi di trasporto ed abitazioni.

Si calcola che più del 80% del tempo lo passiamo all’interno di un’ambiente confinato.

Ciò ha aumentato il livello di attenzione della comunità scientifica internazionale sul problema della contaminazione dell’aria negli ambienti chiusi.

Al punto che, nel 2000, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel documento “The Right to Healthy Indoor Air”, ha espressamente riconosciuto il benessere e l’aria indoor pulita, sana e filtrata come un diritto umano fondamentale.

Definizione di Indoor Air Quality e fattori di rischio

Non esiste una vera e propria definizione di qualità dell’aria. Attualmente viene accettata quella dell’American Society of Heating, Refrigerating and Air-Conditioning Engineers (ASHRAE) del 2013.

Secondo tale definizione, la qualità dell’aria interna (Indoor Air Quality) viene considerata ad un livello accettabile quando in essa non sono riscontrate sostanze inquinanti in concentrazioni ritenute pericolose, e quando almeno l’80% delle persone presenti in un ambiente si trovi in condizioni di soddisfazione.

In linea generale, tale definizione tiene conto non solo  del concetto di sicurezza della salute, ma anche del livello di comfort e di soddisfazione percepiti dalla maggioranza degli occupanti di un ambiente.

Ma cosa può compromettere la salubrità di un ambiente indoor?

Le principali fonti interne di inquinamento sono rappresentate da:

  • Bioeffluenti umani (come l’anidride carbonica);
  • Contaminanti biologici (droplets e goccioline di saliva che veicolano diversi agenti infettivi);
  • Processi di combustione (fumo di tabacco, apparecchiature degli uffici e riscaldamento ambientale);
  • Polvere (spesso ricettacolo di microrganismi anche patogeni) e pollini;
  • Materiali edili e arredi;
  • Prodotti per la pulizia;
  • Impianti di ventilazione e condizionamento.

Spesso, sono proprio gli impianti di condizionamento mal progettati o in cattivo stato di pulizia e manutenzione a costituire fonti pericolose di inquinamento soprattutto biologico.

Infatti, colonie di batteri e microrganismi patogeni possono trovare in questi impianti, ed in particolare in quelli ove è presente acqua stagnante (umidificatori, condizionatori, vaporizzatori ecc…), l’habitat ideale per proliferare in maniera incontrollata.

L’aria veicolata dagli impianti di aerazione, ventilazione e condizionamento può, dunque, contribuire alla diffusione e alla trasmissione di batteri pericolosi per l’uomo, come la Legionella pneumophilla e alcune specie di Staphilococcus, Candida e Pseudomonas.

 

batteri e virus nell'aria

Batteri, patogeni ed inquinanti indoor: quali sono gli effetti di una cattiva qualità dell’aria?

Una concentrazione eccessiva di batteri e patogeni, assieme alle altre fonti di inquinamento indoor, può alterare le normali condizioni di salubrità dell’aria e causare un pericolo per la salute dell’uomo.

Le patologie più ricorrenti, associate al discomfort microclimatico e alla presenza nell’aria di ambienti chiusi di contaminanti fisici, chimici e biologici in quantità elevata, possono andare da semplici disagi a disturbi più seri.

Gli effetti sulla salute sono diversi a seconda della fonte di contaminazione, ma possono riassumersi in:

  • Mal di testa;
  • Gola secca;
  • Irritazioni a naso, gola e occhi;
  • Nausea;
  • Tosse;
  • Allergie respiratorie (asma bronchiale, dermatiti, riniti, alveolite allergica ecc…);
  • Malattie infettive (come la Legionellosi, la Febbre di Pontiac ecc…);
  • Disturbi del sistema nervoso;
  • Sindromi cosiddette immunologiche (Polmonite da ipersensibilità, febbre dell’umidificatore ecc…).

In linea generale, tutte le patologie legate alla qualità dell’aria di un ambiente interno possono raggrupparsi più semplicemente in due diverse tipologie:

  • Malattia correlata all’edificio (Building Related Illness, BRI);

La prima si manifesta quando il disagio o il malessere fisico avviene in relazione ad un agente inquinante specifico. In questo caso è chiara la modalità di sviluppo della patologia ed il quadro clinico è ben definito. Nel secondo caso, come vedremo anche nel paragrafo successivo, si tratta di disturbi generici che svaniscono una volta lasciato l’edificio malato. Non si conosce specificamente l’agente causale (spesso sono molteplici) e la condizione patologica è spesso sintetizzata con una generale condizione di malessere.

Sick Building Syndrome: cos’è la sindrome da edificio malato

La Sindrome da Edificio Malato è un quadro ben definito di sintomi, che si manifesta nella maggioranza degli occupanti che permangono a lungo in edifici malsani, dove è stata accertata la presenza di inquinanti indoor.

Tali sintomi sono relativi soprattutto a disturbi generici come mal di testa, vertigini, nausea, una capacità ridotta di concentrazione, asma e difficoltà di respirazione. Si tratta di disturbi per lo più temporanei, che si attenuano o svaniscono del tutto non appena si esce dall’edificio.

Diversi studi condotti in ambienti di lavoro confinati hanno evidenziato come le cause responsabili della Sindrome dell’Edificio Malato siano soprattutto:

  • Scarso o assente ricambio dell’aria;
  • Presenza negli impianti di condizionamento di batteri, muffe, lieviti e funghi;
  • Emissione di sostanze ed agenti irritanti da superfici e materiali di arredo;
  • Fumo ed altri risultati di processi di combustione;
  • Sistemi di ventilazione, aerazione o climatizzazione inadeguati, sporchi o non sanificati.

Tutte condizioni che determinano una pessima qualità dell’aria interna, e che si riscontrano soprattutto in edifici moderni, rinnovati di recente o dove non vi è un’adeguata manutenzione dei sistemi di aerazione.

L’esposizione prolungata e ripetuta ad inquinanti biologici, chimici o fisici in un ambiente confinato di lavoro può determinare un rischio aumentato, non soltanto per la salute dei propri dipendenti, ma anche per una ridotta produttività aziendale.

Come migliorare la qualità dell’aria interna?

È abbastanza evidente come la qualità dell’aria indoor sia un aspetto fondamentale per la qualità della vita che si svolge all’interno di un ambiente.

Cosa fare allora per garantire un ottimale livello di aria indoor?

Una qualità dell’aria soddisfacente può essere garantita attraverso opportune strategie di prevenzione volte, soprattutto, a mantenere il valore delle concentrazioni degli agenti contaminanti al di sotto della soglia limite.

Ciò si può perseguire attraverso:

  1. Riduzione delle emissioni inquinanti, quando possibile;
  2. Eliminazione e rimozione delle fonti di inquinamento e dei contaminanti, soprattutto in caso di emissione localizzata, tramite un sistema che convoglia l’aria malsana all’esterno;
  3. Diluizione dei contaminanti e delle cariche microbiologiche, mediante una costante e regolare aerazione dell’ambiente.

Non si tratta di alternative, bensì di metodologie che vanno opportunamente combinate per conseguire un ottimale livello di qualità dell’aria.

Ci sono poi ulteriori aspetti da tenere in considerazione e che riguardano soprattutto il monitoraggio costante e la valutazione periodica della qualità ambientale indoor, nonché un’adeguata e regolare attività di pulizia e bonifica degli impianti di ventilazione meccanica e di condizionamento

Indoor Air Quality: attività necessarie e strategie di prevenzione

La necessità di contenere i consumi energetici ha portato alla progettazione di edifici moderni più isolati con l’esterno, in un modo che penalizza l’aerazione naturale degli ambienti interni.

In questi ambienti, l’aria che si respira viene distribuita e trattata da impianti di climatizzazione e aerazione sempre più sofisticati, in grado cioè di garantire le migliori condizioni microclimatiche e un’aria filtrata e salubre.

Un sistema HVAC può ridurre significativamente la carica batterica aerodispersa e la trasmissione di patogeni attraverso:

  • Una filtrazione ad alta efficienza dell’aria;
  • Un consistente ricambio dell’aria interna con immissione di aria esterna filtrata;
  • Il controllo dei parametri di temperatura ed umidità interna.

Tuttavia, questi stessi sistemi di distribuzione dell’aria costituiscono una potenziale minaccia per la trasmissione di agenti patogeni nell’aria, se progettati male o scarsamente controllati.

Un impianto inadeguato, sporco e mal tenuto, diventa il terreno ideale per la proliferazione di muffe, batteri, virus e funghi che possono contaminare l’aria dell’ambiente che quell’impianto serve.

Da qui, la necessità di prevedere con una certa periodicità attività di pulizia, bonifica e disinfezione dei filtri, delle UTA e di ogni altro componente di un impianto aeraulico.

Bonifica degli impianti aeraulici e protocolli di sanificazione

La migliore strategia di prevenzione passa, dunque, attraverso ispezioni tecniche, bonifiche e sanificazioni periodiche dei sistemi di ventilazione, deumidificazione e condizionamento nei quali possono annidarsi e crescere colonie batteriche.

In relazione all’infezione da SARS-CoV-2 l’Istituto Superiore della Sanità ha fornito alcune indicazioni e raccomandazioni per la sanificazione dei canali aeraulici, al fine di garantire una migliore qualità dell’aria all’interno di locali confinati (Rapporto ISS Covid-19 n. 5/2020),

Queste indicazioni racchiudono tutte quelle fasi operative che,  in generale, valgono ogni qual volta si renda necessaria una  bonifica degli impianti di aerazione.

Tuttavia, prima di procedere alla pulizia e alla sanificazione di un impianto aeraulico è sempre opportuno effettuare una valutazione preliminare mediante un’ispezione visiva e prelievi microbiologici dalle superfici.

Questa attività consentirà di avere un’idea precisa dello stato dell’impianto, e delle problematiche tecniche ed igienico-sanitarie, al fine di stabilire la corretta procedura d’azione.

Si prosegue poi, se necessario, con:

  • Rimozione meccanica della polvere e del particolato depositato all’interno dei condotti di aria;
  • Pulizia e sanificazione di ogni componente dell’impianto;
  • Disinfezione delle condotte con appositi prodotti ad azione disinfettante.

La pulizia e la sanificazione canali aeraulici deve riguardare ogni parte ed apparato che compone un impianto, dalle bocchette di ripresa e mandata alle griglie, dai filtri alle parti terminali, dalla UTA alle batterie di scambio termico e le canalizzazioni.

Secondo l’accordo stato regioni del 7 febbraio del 2013 , è necessaria almeno un’ispezione all’anno per verificare la stratificazione dello sporco e stabilire se sia necessaria una bonifica dell’impianto HVAC.

Una programmazione periodica delle attività di manutenzione e di controllo microbiologico e gravimetrico, nonché di quelle di pulizie e bonifica, rappresenta indubbiamente la migliore strategia possibile per impedire che le scarse condizioni igieniche di un impianto rendano l’aria di un ambiente malsana.

Un impianto libero da polvere e sporcizia è sinonimo di aria pura e sana, ma anche di migliori condizioni di vita ed efficienti prestazioni lavorative dei tuoi dipendenti.

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